E’ stato dimostrato che l’ortocheratologia è uno strumento efficace nella diminuzione dello sviluppo della miopia nei bambini. Gli studi indicano che i ragazzi che vengono trattati con lenti orto-k, da adulti avranno una miopia minore rispetto ai bambini che indossano occhiali o normali lenti a contatto diurne negli anni in cui il peggioramento raggiunge il suo massimo picco. Il fenomeno si può spiegare attraverso la Teoria della sfocatura ipermetropica periferica. Nelle figure 1 e 2, i raggi periferici cadono dietro la retina, stimolando il continuo allungamento dell’occhio, che comporta un aumento del grado miopico. La figura 3 mostra l’effetto dell’ortocheratologia sui raggi periferici e centrali. I raggi periferici focalizzati davanti alla retina come in fig. 3, e non dietro, come in fig. 1 e 2, riducono lo stimolo all’allungamento dell’occhio. Gli studi hanno dimostrato un una significativa riduzione della progressione miopica in seguito al trattamento ortocheratologico.

Nel 2012 i ricercatori di Hong Kong Pauline Cho e Sin-Wan Cheung hanno pubblicato i risultati dello studio sul Ritardo della Miopia in Ortocheratologia (ROMIO):  si tratta di un test clinico durato 2 anni che ha dimostrato una riduzione dell’allungamento assiale (allungamento dell’occhio associato alla progressione della miopia) del 43% rispetto a soggetti che portano occhiali da vista. La deduzione fu che i ragazzi più giovani, che tendono ad un allungamento assiale più rapido, sono i soggetti che maggiormente possono beneficiare di un trattamento orto-k.

Inoltre, come sottolineato dall’esperto in controllo della miopia Dott. Jeffry J. Walline della Ohio State University College of Optometry nella sua analisi dello studio pubblicato nella stessa edizione di Oftalmologia Investigativa e Scienza Visiva, i benefici del rallentamento della progressione miopica dati dalle lenti modellanti della cornea (orto-k) aumentano oltre il primo anno del trattamento.

Nel marzo del 2014, alcuni ricercatori di Taiwan hanno pubblicato i risultati di uno studio che confronta l’utilizzo delle lenti orto-k con l’uso delle gocce di atropina per il controllo della miopia in ragazzi tra i 7 e i 17 anni. Il range di miopia dei soggetti esaminati va da -1,50 a -7,50 diottrie (con astigmatismo fino a -2,75 D) all’inizio dello studio, durato 3 anni. I 2 strumenti di controllo della miopia hanno portato a risultati comparabili: sui ragazzi che hanno indossato lenti orto-k è stato riscontrato un aumento della miopia pari a -0,28 D all’anno, mentre nei ragazzi che hanno indossato occhiali e applicato gocce di atropina al 0,125% ogni notte il valore medio di crescita della miopia si aggirava intorno al -0,34 D all’anno. Nonostante questo studio non abbia incluso un gruppo di controllo con soggetti che non hanno ricevuto nessun tipo di trattamento, gli autori hanno specificato che in studi simili la progressione della miopia nei ragazzi che indossano lenti orto-k è di circa la metà rispetto a ragazzi che non hanno ricevuto nessun trattamento, in un periodo di oltre 2 anni.